Sabato 27 giugno

Nella mattinata di sabato 27 giugno c’è la prima convocazione dei giovani veggenti presso gli uffici della polizia a Čitluk, sede del comune, per fornire spiegazioni all’autorità di pubblica sicurezza. Da due automobili della polizia vengono prelevati dalle loro case e sottoposti a un lungo interrogatorio; poi vengono condotti in un piccolo centro ospedaliero di Čitluk per i primi esami medico-psichiatrici. Il medico che li esamina dichiara che sono tutti perfettamente sani di mente.

Alle 18 sono di nuovo liberi; ritornano in gran fretta a casa per arrivare sulla collina in tempo per la quarta apparizione. Ci sono tutti, eccetto Ivan che si è trattenuto a Čitluk. I ragazzi vedono vicino alla Madonna una grande croce di colore grigio scuro, la stessa che Marija ha visto durante l’apparizione che ha avuto da sola il giorno prima. Su richiesta di due padri francescani presenti, Vicka interroga la Madonna: “Che cosa ti aspetti dai nostri sacerdoti?”. Ed ella: “Che siano saldi nella fede e proteggano la fede del popolo!”. Ancora Vicka: “Perché non appari a tutti, in chiesa?”. E lei: “Beati quelli che credono senza aver visto!”. Il dialogo continua. È Vicka che domanda: “Preferisci i canti o le preghiere?”. “Entrambi – risponde la Vergine – pregate e cantate”. Mirjana e Jakov le chiedono di lasciare un segno poiché si era cominciato ad insinuare che i ragazzi fossero matti o drogati. La Vergine risponde loro: “Angeli miei, non abbiate timore di nulla!”. Prima di congedarsi, alla domanda se sarebbe venuta di nuovo, la Vergine con un cenno del capo risponde affermativamente. Poi scompare.
Poco dopo, mentre i veggenti scendono dal Podbrdo cantando, la Vergine appare loro di nuovo. Vicka chiede: “O Vergine, che cosa vuoi da questo popolo?”. Di nuovo, lei risponde: “Che coloro che non vedono credano come quelli che vedono”. E infine si congeda dai ragazzi con le parole: “Arrivederci, angeli miei! Andate in pace!”. Mirjana, Ivanka, Vicka e Jakov confermano che, scendendo dalla collina dopo l’apparizione, vedono di nuovo la Madonna con la croce scura alle sue spalle.

In serata la Madonna appare ancora a Ivan, da solo, nelle vicinanze della sua casa, perché il ragazzo è tornato tardi da Čitluk in compagnia di suo zio e non è riuscito ad arrivare in tempo sulla collina.
Ricorda Marija: “Da quel giorno cominciò per noi veggenti un lungo periodo di pesanti difficoltà. Le autorità civili pensavano che fossimo vittime dei frati francescani, responsabili della parrocchia di Medjugorje. Credevano che i frati avessero inventato lo stratagemma delle apparizioni per fare propaganda religiosa tra la gente, ed erano decisi a impedirlo con ogni mezzo. Nei giorni che seguirono, l’intervento della polizia fu sempre più deciso e massiccio. I poliziotti avevano l’ordine di essere inflessibili. Erano armati fino ai denti, come se dovessero combattere una guerra.”
Quello stesso giorno il meccanico Marinko Ivankovic, un vicino di casa dei veggenti che si è offerto di accompagnarli sulla collina del Podbrdo e li aiuta proteggendoli dalla folla che a volte rischia di travolgerli, si fa indicare il luogo esatto dell'apparizione e vi posa una croce bianca.