Come avviene l’estasi
[Fonte: Dossier scientifico su Medjugorje curato da L. Frigerio, G. Mattalia e L. Bianchi, ARPA, 1986]
“Il fenomeno delle apparizioni di Medjugorje in Jugoslavia, studiato in diversi periodi dell’anno 1984 su 5 veggenti, si rivela scientificamente inspiegabile. L’osservazione clinica e strumentale condotta dall’equipe francese permette di affermare che questi giovani sono normali, sani di corpo e di mente.
Gli studi clinici e paraclinici minuziosi realizzati prima, durante e dopo le estasi conducono alla conclusione che scientificamente non esiste nessuna modificazione patologica dei parametri oggettivi studiati: elettroencefalogramma, elettrooculogramma, elettrocardiogramma, potenziali uditivi.
Quindi:
- non si tratta di epilessia, lo dimostrano gli elettroencefalogrammi;
- non si tratta di sonno o di sogno, perché anche questo lo dimostrano gli elettroencefalogrammi;
- non si tratta di allucinazione nel senso patologico del termine;
- non è una allucinazione uditiva o visiva legata ad un’anomalia a livello dei recettori sensoriali periferici (poiché le vie uditive e visive sono normali);
- non è una allucinazione parossistica, perché lo dimostrano gli elettroencefalogrammi;
- non è una allucinazione di tipo onirico, come possono essere osservate nelle confusioni mentali acute o nel corso dell’evoluzione delle demenze atrofiche;
- non si tratta di isteria, di nevrosi o di estasi patologica, perché i veggenti non hanno alcun sintomo di queste affezioni in tutte le loro forme cliniche;
- non si tratta di catalessi, perché durante l’estasi i muscoli della mimica non sono inibiti ma funzionano normalmente.
I movimenti di attenzione del globo oculare dei ragazzi cessano simultaneamente all’inizio dell’estasi e riprendono immediatamente alla fine. Durante il fenomeno estatico gli sguardi convergono e c’è come un faccia a faccia tra i veggenti e la persona che è oggetto delle loro visioni.
Questi giovani hanno sempre un comportamento non patologico e ogni sera alle ore 17.45 essi cadono in uno «stato di preghiera» e di comunicazione interpersonale. Essi non sono degli emarginati, sognatori, stanchi della vita, angosciati: sono liberi e felici, ben inseriti nel proprio paese e nel mondo moderno.
A Medjugorje le estasi non sono patologiche e non c’è imbroglio. Nessuna denominazione scientifica pare adatta a designare questi fenomeni.
Si potrebbero definire come uno stato di preghiera intensa, separata dal mondo esterno, uno stato di contemplazione e di comunicazione coerente e sana, con una persona distinta che essi solo vedono, odono e possono toccare.”