Lunedi 17 agosto
Da quando ha cominciato a credere alle apparizioni, la predicazione di padre Jozo diventa improvvisamente più forte e stimolante. Il 12 agosto la Milizia ha «scovato» in una predica registrata il giorno 11 luglio un capo d’accusa: il frate ha parlato di «quarant’anni di deserto». E poiché sono esattamente quarant’anni che il maresciallo Tito ha preso il potere, la rivoluzione comunista, quindi, sarebbe il deserto. Questa viene ritenuta una predica sovversiva e perciò cinque giorni dopo, il 17 agosto, i poliziotti irrompono in canonica e padre Jozo viene arrestato con l’accusa di sedizione dalle autorità del regime.
Ma il 17 agosto è anche il giorno in cui avviene un fatto straordinario che, come dice lo stesso padre Jozo, segnerà il corso della storia in Europa. Ecco il suo racconto: “I comunisti, presi da timore, avevano ormai deciso di distruggere Medjugorje. E così all’alba del 17 agosto hanno mandato centinaia di soldati, poliziotti in divisa e in borghese con i cani, armati fino ai denti, con l’ordine di fermare tutto e di dimostrare che tutto è falso. Gli elicotteri erano tanti da riempire il cielo. A causa dei numerosi posti di blocco, non si poteva né entrare né uscire da Medjugorje. I soldati hanno inchiodato le porte della chiesa e l’hanno circondata, minacciando con i mitra in mano chiunque cercava di avvicinarsi. È stato un momento terribile. La Madonna in quell’occasione è apparsa e ha detto: ‘Non abbiate paura. Continuate solo a pregare!’. Da quelle parole della Madonna gli abitanti di Medjugorje e tutti i pellegrini che vi si trovavano hanno ricevuto nuova forza e coraggio. E così tutta la giornata, sotto un sole cocente, ferma davanti alla chiesa, la gente non si è mossa e non ha fatto altro che pregare il rosario. Nessuno voleva tornare a casa, neanche i bambini, i vecchi e i malati. Tutta la giornata sono rimasti così, come un muro umano davanti ad un altro muro umano. I miliziani con le armi puntate e con i cani minacciosi, la gente con la corona del rosario in mano. Nel pomeriggio, cinque minuti prima delle sei, è arrivato un ordine dal regime di Belgrado: ‘Lasciate entrare la gente in chiesa’.
Questo è stato un fatto assolutamente straordinario: è stata la prima volta che in 50 anni di potere in Jugoslavia, i comunisti hanno cambiato una decisione. Da quel giorno è veramente cominciato il crollo del comunismo che ha portato poi alla caduta del muro di Berlino. Così quel pomeriggio, apertesi le barriere dei soldati, la gente come un fiume in piena si è riversata in chiesa ove partecipò alla messa e poi è rimasta lì tutta la notte a piangere e a pregare. Quel giorno abbiamo tutti imparato una verità importante: che cioè il cristiano con l’arma del rosario in mano è il più forte soldato sulla terra e che non i regimi politici o le diplomazie internazionali ma solo una Chiesa che prega e digiuna può cambiare il corso della storia”. Intanto, dopo aver aperto le porte della chiesa, i miliziani lasciano libero anche il cappellano, fra’ Zrinko Čuvalo, e le suore che al mattino avevano rinchiuso in una stanza della canonica. La messa sta per finire quando fra’ Zrinko arriva in chiesa e, salito sull’altare, dice con voce tremante che questo è il giorno più triste della sua vita perché fra’ Jozo è stato condotto in prigione. Soffocato dai singhiozzi non riesce a dire altro. Quando alcuni cominciano a protestare ad alta voce, fra’ Zrinko, per calmare la situazione, chiede a Jakov di riferire alla gente il messaggio della Madonna: “Non abbiate paura. Desidero che siate colmi di gioia e che la gioia si legga sul vostro viso. Io proteggerò fra’ Jozo”.
Questa è la cronaca dei primi 50 giorni di apparizioni della Vergine, la “pentecoste” di Medjugorje. Il tempo in cui, giorno per giorno, si è registrato un vero e proprio “terremoto spirituale” che è stato l’inizio di un profondo rinnovamento spirituale non solo di una parrocchia ma di milioni persone in tutto il mondo che in quel luogo hanno scoperto una inesauribile sorgente di grazia.
Si può, dunque, sicuramente affermare, secondo la felice espressione di Padre Tomislav Pervan, che a Medjugorje, alla fine del secondo millennio cristiano e all’inizio del terzo, si realizza un nuovo capitolo degli Atti degli Apostoli.